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la Repubblica, ed. Bari 15 Novembre
Lettera di don Ciotti: "Un augurio per voi che state realizzando un cambiamento dopo l´atto criminale che ha distrutto il Politeama Tappa della Carovana: "Non solo atto simbolico" "Il potere dei segni può sovvertire i segni del potere e i suoi giochi oscuri" Forza sindaco Emiliano. Il movimento Libera e don Luigi Ciotti, il suo fondatore e coordinatore, non hanno evidentemente scordato l´ospitalità offerta in primavera da Bari per la giornata nazionale della memoria e dell´impegno in ricordo delle vittime delle mafie. Da qui l´esortazione al sindaco a continuare, dice don Ciotti in una lettera aperta a Emiliano, «nell´opera attenta e generosa di cambiamento. Ecco il mio augurio perché continuiate in quel viaggio per la giustizia che chiede un contributo a ciascuno di noi, e che pur vedendoci a volte distanti fisicamente, ci trova sempre prossimi nello spirito, nelle speranze, nell´impegno quotidiano». Non per caso, allora, la Carovana antimafia, promossa dal movimento Libera con l´Arci e Avviso pubblico, dopo aver fatto tappa nel capoluogo e al Momart di Adelfia, ha concluso la sua giornata sostando ieri davanti al teatro Petruzzelli.
«Non è un atto solo simbolico, perché - insiste nella sua lettera Ciotti - don Tonino Bello ci ha insegnato che il "potere dei segni" può concretamente aprire cammini di giustizia, sovvertire i "segni del potere" e il gioco oscuro che spesso nascondono. Dietro la distruzione del Petruzzelli c´è stato un gioco criminale, ma a tanti anni dall´incendio e dopo la conclusione della vicenda giudiziaria, il teatro non è stato ancora riaperto al pubblico. Se la Carovana ha scelto di fare tappa lì e perché deve essere forte in tutti la consapevolezza che l´arte, il teatro, la musica sono ingredienti indispensabili della crescita culturale e civile di una comunità, del suo costruire insieme bene comune». Da qui l´appello incalzante a Emiliano e ai baresi «perché continuiate a essere insieme idealmente alla Carovana anche quando essa lascerà la vostra città». E se per la cultura araba, ricorda don Ciotti, carovana vuol dire «persone che in gruppo attraversano luoghi deserti o rischiosi» la tappa barese e pugliese del gran tour di Libera per le regioni d´Italia assume un significato a sé. «Per trasformare il "deserto" in terreno fertile e - scrive il presidente di Libera - il "pericolo" in speranza. Per sensibilizzare sulle mafie e sui diritti negati e per denunciare le ingiustizie e tutte le forme di discriminazione. Perché la Puglia è terra amara, ma anche partecipe e generosa. Una terra che ha saputo costruire gli anticorpi al crimine organizzato, e che, pur pagando prezzi alti, è stata capace di reagire e trovare la forza per guardare in avanti, per non scoraggiarsi». |